Archivi del mese: settembre 2012

Un universo popolato da… Hot Dog!

 

Si tratta di nuove galassie recentemente scoperte in alcune regioni di cielo, distanti circa 10 miliardi di anni luce. E si chiamano Hot Dog (Hot Dust Obscured Galaxies). Un nome bizzarro, quanto inconsueto in materia. Tuttavia, tali galassie sarebbero il risultato delle esplorazioni degli strumenti del telescopio spaziale Wise.

 

Scansionando il cielo e osservando nella lunghezza d’onda dell’infrarosso, il telescopio Wise sarebbe riuscito a completare due intere panoramiche, completando la sua indagine nei primi mesi del 2011. E’ stato quindi il compito degli scienziati analizzarne i dati. Dai quali, in seguito, sono emersi milioni di oggetti sconosciuti poiché finora nascosti da immense nubi di polvere. Hashima Hasan, scienziato della Nasa per la missione Wise, ha spiegato che il telescopio “ha esposto un serraglio di oggetti nascosti trovando stelle fredde simili a sfere, buchi neri e galassie che si nascondono dietro mantelli di polvere“.

 

Sono venuti alla luce così quasi 2 milioni di buchi neri nonché migliaia di galassie tutte brillanti, sebbene avvolte da una coltre di polvere fittissima. Sono state, dunque, battezzate Hot Dog. E, al loro interno, ospiterebbero buchi neri super massicci e sarebbero caratterizzate da un’intensa attività che genera nuove stelle. Questi risultati aiutano gli astronomi a comprendere come le galassie e i buchi neri crescono e si evolvono insieme. Il buco nero al centro della Via Lattea, ad esempio, chiamato Sagittarius A *, è 4 milioni di volte la massa del Sole e, periodicamente, il materiale al suo interno si riscalda e si irradia.

 

Queste galassie sono in grado di emettere 100 milioni di miliardi di volte la luce prodotta dal Sole. Tuttavia, essendo avvolte da polveri, solo una piccola parte di luce infrarossa è in grado di superare il filtro. Come spiega Peter Eisenhardt, uno dei responsabili di Wise, “queste polverose e cataclismatiche formazioni galattiche sono così rare che, per trovarle, Wise ha dovuto scansionare l’intero cielo“. E continua: “Stiamo anche vedendo le prove che in queste regioni possono essersi formati prima i loro buchi neri che la maggior parte delle loro stelle“.

 

Le osservazioni di Wise, in combinazione con i dati acquisiti dall’Osservatorio Sumillimeter Caltech di Mauna Kea, alle Hawaii, rivelano che queste galassie sono anche due volte più calde di altre galassie. È possibile che tale calore sia generato da una potente raffica di attività proveniente dal buco nero.

 

Lo studio è in corso di pubblicazione sulla rivista Astrophysical Journal.

 

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