Archivi del mese: aprile 2012

Implosioni…

Ho sempre pensato che nessuno può capirti come tu capisci te stesso.
A volte le parole pesano. Pesano dentro, pesano fuori. Pesano a sentirle, pesano a dirle.
Così, capita che ci si trovi soli, nel proprio silenzio che è poi quello che parla di più. E rimbombano pensieri come esplosioni nella notte. Che non si sa da dove arrivino, ma se ne riconosce perfettamente il rumore.

Ogni persona è un mondo. Dunque non penso che qualcuno possa sentirsi il centro del mondo, se non del suo.
C’è da stabilire di quale universo si faccia parte. Uno volta qualcuno ha detto che “ogni uomo è un’isola”.
E’ più o meno lo stesso concetto se si considera che, oceano o universo, siamo comunque proiettati nel vuoto. E il completa solitudine.

Oggi non credo alle parole dette per caso o a quelle dette per un puro scopo di informazione, di esternazione dei propri pensieri.
Siamo dotati di un cervello che elabora. E colpisce. Per ferire o per amare.

Resta solo da capirne le motivazioni.
E poi quel mondo vago che vaga comprende che il suo unico scopo è implodere. Perchè esplodere sarebbe come compromettere tutta una serie di mondi circostanti.
E allora tanto meglio il silenzio. Che fa male, lacera, brucia. Ma sicuramente fa male solo a noi stessi.

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